Salute orale e mentale: un legame bidirezionale

Tra salute orale e salute mentale esiste una forte interazione reciproca.

Salute orale e mentale: un legame bidirezionale

Negli ultimi decenni, le malattie psichiatriche sono arrivate a interessare oltre un terzo della popolazione mondiale di ogni età, che ne soffre in modo più o meno severo e prolungato nel corso della vita. Benché la loro gestione sia di competenza prettamente psicologica/psichiatrica, anche l’odontoiatra può avere un ruolo importante nel riconoscere problematiche orali correlate alla presenza di specifici disturbi mentali, facilitandone la diagnosi e la presa in carico integrata con gli specialisti di riferimento.

Le interazioni tra bocca e psiche 

Tra salute orale e salute mentale esiste una forte interazione reciproca.

Da un lato, la salute orale ha un significativo impatto sulla qualità della vita, sull’equilibrio psicologico e sul benessere generale di ogni persona poiché dolore dentale, estetica del sorriso, alitosi, necessità di utilizzare protesi dentarie e disagio nella masticazione possono favorire:

  • isolamento sociale;
  • riduzione dell’autostima;
  • insorgenza di sintomi di ansia e depressione.

Di converso, è stato dimostrato che i pazienti affetti da sindromi depressive o ansiose (specie se non controllate da terapie adeguate) tendono a percepire dolore dentale od orale maggiori rispetto alla media delle persone che non soffrono di questi disturbi psichiatrici. 

Un tipico esempio di questo fenomeno è la cosiddetta “sindrome della bocca che brucia”: una condizione che si riscontra soprattutto tra le donne ansiose e che viene descritta da chi ne soffre come una “sensazione di bruciore generale del cavo orale”, nonostante le mucose della bocca appaiano sane e siano del tutto assenti patologie organiche in grado di giustificare i sintomi.

Erosione dentale: un segno chiave

Due problemi propriamente odontoiatrici spesso legati a disagio mentale sono, invece, l’erosione e l’abrasione dentali, corrispondenti all’eccessivo assottigliamento dello strato di smalto che riveste e protegge i denti, fino a renderli opachi, giallognoli o grigiastri, nonché più sensibili, fragili e facilmente attaccabili dai batteri che causano la carie. 

Oltre al consumo frequente di alimenti acidi (agrumi, caffè, bibite gassate ecc.) e alla malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), tra i principali fattori di rischio per danni di questo tipo allo smalto dei denti ci sono i disturbi del comportamento alimentare associati a vomito frequente e il bruxismo/serramento determinati da stati di ansia e stress.

Il dentista può avere un ruolo chiave nel riconoscere i segni di questi disturbi (che, spesso, i pazienti cercano di nascondere a parenti e amici e non riferiscono spontaneamente neppure al medico) e nel consigliare l’opportunità della presa in carico da parte di uno specialista in materia, qualora la persona non abbia già uno psichiatra, psicoterapeuta o psicologo di riferimento.

Disturbi psichiatrici che possono richiedere la collaborazione tra odontoiatra e psichiatra

Disturbi d’ansia: gruppo di disturbi psichiatrici contraddistinti da uno stato emotivo dominato da preoccupazione e paura per una situazione o uno stimolo ritenuti minacciosi o nei confronti dei quali non ci si sente in grado di reagire; l’ansia è spesso accompagnata da manifestazioni fisiche come tensione, tremori, aumento della sudorazione, palpitazioni (aritmie), accelerazione del battito cardiaco (tachicardia), vertigini, nausea, formicolii a mani e piedi e intorno alla bocca, derealizzazione e depersonalizzazione (sensazione di disconnessione dal mondo circostante e da sé stessi).

Problematiche orali connesse: ridotta salivazione, bocca secca (xerostomia), alterazioni del gusto (disgeusia), sensazione di dolore e bruciore persistente alle mucose della bocca (stomatopirosi), glossidinia (bruciore/dolore a livello della lingua), bruxismo/serramento dei denti, dolori facciali e cefalea; durante la visita odontoiatrica possono, inoltre, manifestarsi attacchi di panico o fobie specifiche verso gli strumenti usati (ago, trapano ecc.).

Depressione: disturbo dell’umore caratterizzato dall’incapacità di trarre piacere da qualsiasi attività della vita (comprese quelle ritenute gratificanti e positive prima che insorgesse la malattia), disturbi dell’appetito, del sonno e della sfera sessuale/affettiva, agitazione, profonda stanchezza, bassa autostima, senso di inutilità e impotenza, pensieri di morte ricorrenti, tentativi di suicidio (nelle forme gravi non adeguatamente trattate).

Problematiche orali connesse: dolore/bruciore al cavo orale, glossidinia, aumento della probabilità di sviluppare gengivite, parodontite, carie e altri disturbi conseguenti alla scarsa igiene orale (nel contesto del più generale disinteresse verso la cura di sé stessi).

Disturbo bipolare: disturbo dell’umore caratterizzato dall’alternanza di fasi di depressione (più frequenti in autunno-inverno) e di periodi di “mania/ipomania” (più frequenti in primavera-estate) caratterizzati da umore euforico, iperattività, rapidità di pensiero, spiccata propensione agli acquisti, disinibizione e adozione di comportamenti a rischio.

Problematiche orali connesse: dolore/bruciore al cavo orale, glossidinia, aumento della probabilità di sviluppare gengivite, parodontite, carie e altri disturbi conseguenti alla scarsa igiene orale (nel contesto del più generale disinteresse verso la cura di sé stessi), bruxismo/serramento dei denti.

Disturbi somatoformi: patologie nelle quali l’ansia viene convertita in una sintomatologia fisica a carico di un organo od apparato ben preciso, senza che siano presenti una malattia o una disfunzione individuabili con le metodiche diagnostiche abitualmente utilizzate.

Problematiche orali connesse: dolore/bruciore, parestesie orofaringee (formicolio, prurito, fastidio ecc.), patofobie (timore di avere malattie gravi, come un tumore della bocca o della gola).

Malattie psicosomatiche: patologie fisiche riconoscibili come tali, ma di origine psichica (per esempio, asma od orticaria non legate ad allergie verso sostanze specifiche o alimenti).

Problematiche orali connesse: afte ricorrenti, lichen planus (un tipo di dermatite che porta alla formazione di chiazze cutanee arrossate, squamose e pruriginose e che può interessare anche le mucose della bocca).

Disturbi del comportamento alimentare: bulimia, anoressia nervosa, binge eating.

Problematiche orali connesse: erosione e abrasione dei denti, infiammazione o lesioni a carico della lingua o delle mucose del cavo orale e della gola, alterazioni della salivazione e del gusto (disgeusia), aumento della probabilità di sviluppare gengivite, parodontite, carie e altri disturbi conseguenti alla scarsa igiene orale e/o all’assottigliamento dello smalto dei denti.

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