Afte: da dove vengono e come eliminarle?

Che cosa sono? Cause, fattori scatenanti e trattamenti disponibili

Afte: da dove vengono e come eliminarle?

Dentista e medico di Medicina generale possono aiutare a capire se la comparsa di ulcerette o altre lesioni nella mucosa della bocca è un evento fastidioso, ma del tutto innocuo, oppure il segnale di deficit nutrizionali o patologie più serie che è bene approfondire e trattare in modo mirato. Ecco quando è importante che questi professionisti della salute collaborino per garantire benessere orale e generale.

Che cosa sono?

Le afte, ossia le classiche ulcerette che compaiono occasionalmente nella mucosa della bocca, sono un problema molto comune tra persone di ogni età, ma più frequenti tra i giovani (10-30 anni) e tra le donne.

Quando si manifestano in modo sporadico e spariscono da sole nell’arco di alcuni giorni, non ci si deve preoccupare né è necessario rivolgersi al medico o al dentista.

Viceversa, quando le lesioni si ripresentano spesso o stentano a guarire è bene sottoporsi a qualche controllo medico perché potrebbero essere la spia di un problema di salute ad altri livelli, da diagnosticare e trattare in modo mirato.

Le possibili cause delle afte

Il termine medico per indicare le afte è “stomatite aftosa ricorrente”, perché tendono a manifestarsi periodicamente.

La causa alla base della loro insorgenza è ancora sconosciuta e ciò fa sì che le terapie disponibili non siano in grado di agire sull’origine del disturbo né di accelerarne la guarigione, ma soltanto di alleviarne i sintomi.

I principali disturbi associati alla presenza di un’afta, di intensità variabile anche in relazione alla sua localizzazione nella bocca, sono:

  • dolore;
  • bruciore;
  • sensazione di fastidio quando si parla, mangia o beve.

A volte, possono comparire anche febbre, eruzione cutanea, mal di testa o linfoadenopatia: in questi casi, probabilmente non si tratta di una semplice afta, ma di una lesione legata ad altre malattie di natura infiammatoria (es. malattia di Crohn), infettiva (es. herpes simplex) o allergica (allergie alimentari o a farmaci).

A riguardo, si deve sapere che le afte vere e proprie non si localizzano mai sulle “mucose non cheratinizzate”, cioè sul palato e sulla parte della gengiva più vicina ai denti (detta “gengiva aderente”). Quindi, se appare un’ulcera in queste zone, non si tratta di un’afta, ma qualcosa di diverso che andrà indagato dal medico.

Fattori scatenanti e patologie connesse

Le afte non sono legate alla presenza di infezioni e non sono contagiose. Nella loro formazione è, invece, implicata l’attivazione del sistema immunitario cellulo-mediato.

I fattori scatenanti più frequenti comprendono:

  • traumi locali (per esempio, graffi con lo spazzolino, piccole lesioni dovute all’apparecchio per i denti o a bite per il bruxismo, denti rotti o con margini taglienti ecc.);
  • stress emotivo o fisiologico (che alterano le difese e la reattività immunitaria);
  • allergie o ipersensibilità verso sostanze di vario tipo (per esempio, il sodio laurilsolfato presente nel dentifricio e nei prodotti per l’igiene orale; alimenti come cannella, formaggio, frutta secca, agrumi, fichi o ananas);
  • esposizione a tossine (come i nitrati nell’acqua potabile);
  • ciclo mestruale e altre variazioni ormonali;
  • alterazioni del microbiota orale (disbiosi della mucosa della bocca).

Inoltre, circa una persona su quattro tra chi soffre di afte presenta carenze nutrizionali, in particolare di microelementi essenziali per l’organismo come: ferro, acido folico (vitamina B9), vitamina B6 e vitamina B12, vitamina D, zinco, tiamina (B1) e riboflavina (B2). Questi deficit possono essere considerati una concausa dello sviluppo delle afte.

Sebbene la stomatite aftosa ricorrente sia un’entità clinica ben definita, in una minoranza di casi, risulta associata a malassorbimento intestinale, malattie infiammatorie croniche intestinali (colite ulcerosa e malattia di Crohn) o celiachia (meno del 5% dei casi).

La stomatite aftosa può essere anche una manifestazione di condizioni che coinvolgono un’attivazione del sistema immunitario in senso infiammatorio o autoimmune come la sindrome di Behçet, il lupus eritematoso sistemico (LES) e l’artrite reattiva.

In considerazione di queste associazioni patologiche, è consigliabile che le persone che soffrono frequentemente di afte in concomitanza con altri segni e sintomi poco chiari si sottopongano a una visita medica e agli approfondimenti del caso, allo scopo di verificare l’eventuale presenza di malattie sistemiche.

I trattamenti disponibili

L’obiettivo del trattamento delle afte è:

  • ridurre il dolore per facilitare un’adeguata assunzione di alimenti e bevande;
  • promuovere la guarigione;
  • prevenire le recidive.

Gli interventi disponibili si basano principalmente su preparati da applicare a livello dell’ulcera e nella zona circostante, contenenti anestetici locali, agenti di rivestimento od occlusivi, antisettici, antinfiammatori (corticosteroidi), o anche il miele.

Sono stati proposti anche trattamenti a base di:

  • erbe;
  • essiccazione locale (con tintura di benzoino);
  • cauterizzazione (con applicazione di nitrato d’argento);
  • laser (nei casi gravi o ricorrenti).

Senza dubbio, una buona igiene orale è fondamentale per supportare la guarigione e la salute delle mucose e per contribuire a prevenire le recidive.

Da non trascurare, inoltre:

  • l’integrazione alimentare con ferro, zinco, vitamine B1, B2, B6, B9, B12 e vitamina C, in persone che presentano carenze di questi microelementi essenziali;
  • la dieta priva di glutine, in chi ha una diagnosi di celiachia;
  • la riduzione/interruzione del consumo di alimenti verso i quali sia stata verificata un’ipersensibilità/allergia.

Decalogo anti-afte

  1. Mantenere una buona igiene orale, specie nella zona vicina all’afta.
  2. In presenza di afte, evitare cibi caldi, salati, acidi o piccanti.
  3. Evitare lo studio/lavoro eccessivo e le situazioni di stress; non stancarsi troppo e dormire a sufficienza (7-8 ore per notte).
  4. Condurre una vita regolare e sana (dieta varia ed equilibrata, corretta idratazione, esercizio fisico moderato, riposo di buona qualità).
  5. Non applicare sulle afte creme o pomate a base di corticosteroidi per lunghi periodi.
  6. Se oltre alle afte si è affetti da malattie sistemiche come diabete, malattie del fegato o dei reni, celiachia o malattie infiammatorie croniche intestinali, farsi seguire da un’equipe di medici specialisti.
  7. Per il trattamento delle afte, seguire le indicazioni del medico di fiducia e non i consigli di parenti, amici, colleghi o informazioni non verificate trovate in Internet ecc.
  8. I farmaci a base corticosteroidi sono i principali rimedi per il trattamento delle afte: per le ulcere lievi-moderate basta applicarli localmente; per le lesioni gravi può essere necessario un trattamento per bocca, su prescrizione medica.
  9. Se si soffre di stomatite aftosa ricorrente, è importante sottoporsi ad alcuni test di laboratorio che prescriverà il medico (innanzitutto, esami del sangue).
  10. Se sono presenti carenze nutrizionali, l’integrazione di ferro, zinco, e vitamina B1, B2, B6, B9 (acido folico) e B12 può essere sufficiente per ottenere la guarigione (parziale o completa) della stomatite aftosa.