Cancro orale: ecco come controllare la bocca

L'odontoiatra ha un ruolo chiave nel monitoraggio del cavo orale

Cancro orale: ecco come controllare la bocca

La prevenzione è cruciale sia per ridurre la probabilità di essere interessati da tumore della bocca sia per riconoscerlo ed eliminarlo tempestivamente qualora comunque si sviluppi. L’odontoiatra ha un ruolo chiave nel monitoraggio delle mucose orali in occasione dei controlli periodici, ma anche l’osservazione regolare della propria bocca, quando ci si lava i denti, è molto importante per cogliere fin dall’esordio segni sospetti e sottoporsi agli approfondimenti necessari.

La prevenzione dei tumori della bocca può essere:

  • primaria, ossia focalizzata sulla riduzione dei comportamenti e dei fattori che aumentano il rischio di sviluppare queste neoplasie;
  • secondaria, ossia indirizzata a cogliere, il più precocemente possibile, segni e sintomi del tumore per arrivare rapidamente alla diagnosi specifica e intraprendere al più presto le cure necessarie.

Prevenzione primaria

I più importanti fattori di rischio per l’insorgenza dei tumori della bocca comprendono:

  • uso di tabacco in tutte le forme (sigarette, sigari, pipa, foglie ecc.);
  • assunzione di bevande alcoliche (di qualunque tipo, ma soprattutto superalcolici; specie se prolungata nel tempo ed eccessiva);
  • scarsa igiene orale;
  • alcune abitudini sessuali (sesso orale; partner numerosi);
  • radioterapia a livello del distretto testa-collo.

Per ridurre la probabilità di essere interessati da tumori della bocca, quindi, è importante:

  • non fumare;
  • ridurre il consumo di alcolici; 
  • mantenere un’attenta igiene orale quotidiana; 
  • seguire una dieta ricca di frutta e verdura (protettiva per la presenza di composti antiossidanti). 

Prevenzione secondaria

L’aspetto chiave della prevenzione secondaria dei tumori della bocca è molto semplice, ma di rado si è consapevoli della sua importanza, e consiste essenzialmente nel “guardarsi in bocca”: un gesto che può salvare la vita.

“Guardarsi in bocca: un gesto semplice per la salute” è il nome di un progetto di prevenzione 

ideato alcuni anni fa dalla dott.ssa Federica Demarosi in collaborazione

con l’Università degli studi di Milano, il Comune di Milano e diverse associazioni scientifiche 

(tra cui la Società Italiana di Patologia e Medicina Orale) e culturali,

che continua a essere molto attuale.

Più precisamente, guardarsi in bocca significa osservare l’aspetto di tutte le mucose che rivestono il cavo orale: quindi, l’interno delle guance, le gengive, il palato, la lingua (sopra e sotto) e le labbra. Per farlo non servono strumenti particolari: bastano uno specchio, una lampada, un po’ di tempo e di attenzione.

Ma che cosa si deve cercare? Nel 90% dei casi il tumore della bocca si presenta come un’alterazione dell’epitelio che riveste la mucosa orale. Il suo aspetto varia da caso a caso, ma per riconoscerlo si possono considerare due caratteristiche: il colore e la forma.

Riguardo al colore, il tumore della bocca può presentarsi come:

  • una lesione rossa (oltre il 30% dei casi);
  • una lesione bianca (poco più del 5% dei casi); 
  • una lesione sia rossa sia bianca (oltre il 60% dei casi). 

Alcune forme più rare di tumore della bocca (meno del 10% dei casi) si manifestano come un’ulcera o una “neoformazione” (in pratica, una ferita o un’escrescenza che non guariscono) o con l’aumento di volume della mucosa orale in una zona circoscritta.

Oltre al colore, si deve fare attenzione anche alla sede in cui appaiono le lesioni. In più del 90% dei casi, il tumore della bocca si localizza sul pavimento della bocca (visibile soltanto sollevando la lingua verso il palato), sulla lingua o sul palato molle. Macchie, ulcere o neoformazioni in queste zone non devono essere sottovalutate e richiedono un approfondimento diagnostico tempestivo, che inizia con la visita specialistica.

Nella maggior parte dei casi, il tumore della bocca non causa alcun sintomo e questo è proprio uno dei motivi per cui spesso viene intercettato e diagnosticato troppo tardi. Quando si manifestano, i sintomi più comuni sono fastidio e bruciore nella sede della lesione.

Un altro aspetto importante da ricordare, come sottolineato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è che “qualsiasi lesione che non guarisca o migliori sensibilmente dopo 14 giorni dalla rimozione dei possibili agenti eziologici (cause), è da considerarsi potenzialmente maligna e, quindi, da sottoporre a biopsia ed esame istologico”. Un motivo in più per non sottovalutare alterazioni di colore, forma o consistenza che appaiano in bocca, rivolgendosi al medico per gli approfondimenti necessari.

Come “guardarsi in bocca”

  • Mettersi davanti allo specchio e, a bocca chiusa, controllare l’aspetto e il colore delle labbra.
  • Orientare una lampada (o sé stessi) in modo da illuminare bene l’interno della bocca.
  • Aprire la bocca e allontanare le labbra dalle gengive per controllare l’aspetto di queste ultime.
  • Spostare la punta lingua sul palato e controllare l’area sottostante (il cosiddetto “pavimento della bocca”) e i margini della lingua stessa. 
  • Estroflettere la lingua e osservare il palato e la parte posteriore del cavo orale.

Le prime volte queste manovre potranno sembrare “strane” e non si saprà bene su quali dettagli soffermarsi (al di là delle indicazioni qui fornite), ma man mano che si imparerà a conoscere la propria bocca ogni minimo cambiamento risulterà subito evidente.

Il momento migliore per “guardarsi in bocca” è quando ci si lava i denti: lo si può fare quando si preferisce (per esempio, la sera dopo cena, in determinati giorni della settimana o quotidianamente ecc.) fino a renderlo un gesto abituale, estremamente prezioso per proteggere la propria salute.