In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 4.000 casi di tumori del cavo orale
I tumori della bocca (o cavo orale), insieme a quelli che colpiscono la faringe, la laringe, le ghiandole salivari, le cavità nasali e i seni paranasali, sono classificati nel gruppo dei tumori della testa e del collo.
Possono svilupparsi a livello di:
In Italia, ogni anno vengono diagnosticati circa 4.000 casi di tumori del cavo orale, più spesso tra gli uomini rispetto alle donne e negli over 50 rispetto a persone giovani. L’incidenza di queste neoplasie a livello nazionale è di 7 casi ogni 100.000 abitanti all’anno (8 ogni 100.000 abitanti nei maschi e 5 ogni 100.000 abitanti nelle femmine), con un picco tra le persone con più di 70 anni.
Le parti della bocca più spesso interessate sono:
Il tumore del labbro è più diffuso tra gli uomini e tende a colpire soprattutto le persone con pelle chiara che passano abitualmente molte ore al giorno al sole per ragioni professionali (come capita a muratori, agricoltori, giardinieri, pescatori ecc.) e chi fuma la pipa.
I tumori della bocca sono caratterizzati da un’elevata mortalità (la sopravvivenza a 5 anni è inferiore al 50%), sia perché sono difficili da trattare sia perché, in molti casi, vengono diagnosticati in stadio avanzato, quando la massa tumorale ha raggiunto dimensioni, caratteristiche ed estensione ai linfonodi tali da richiedere interventi molto invasivi e, spesso, non risolutivi.
La sopravvivenza e la qualità della vita delle persone che sviluppano tumore della bocca sono strettamente correlate allo stadio del tumore al momento della diagnosi e alla tempestività cure.
Per questa ragione, come per la maggior parte dei tumori, è imperativo riuscire a ottenere una diagnosi precoce, quando l’intervento chirurgico può essere risolutivo e non comporta danni significativi di tipo funzionale (masticazione, deglutizione) ed estetico.
Per intercettare la neoplasia in fase iniziale, è cruciale osservare regolarmente l’interno della bocca, sottoporsi a controlli odontoiatrici periodici dal dentista di fiducia e, in caso si rilevino segnali sospetti, rivolgersi subito al medico per gli opportuni approfondimenti.