Russamento e apnee ostruttive del sonno

Che cosa sono e come affrontarle?

Russamento e apnee ostruttive del sonno

La roncopatia, più nota come “russamento”, è una patologia molto comune che interessa soprattutto gli uomini, ma può manifestarsi anche nelle donne. Quando diventa un fenomeno cronico e associato ad apnee ostruttive del sonno, oltre a impedire di riposare bene, può avere implicazioni negative per la salute cardiovascolare e va contrastato con l’aiuto dell’otorinolaringoiatra, del neurologo, dello pneumologo, ma anche del dentista.

Che cos’è il russamento

Il russamento è un rumore generato dalla vibrazione delle strutture molli delle alte vie aeree durante il passaggio dell’aria (palato molle, ugola ecc.). In Italia, ne soffre circa il 40% degli uomini e il 25% delle donne, prevalentemente dopo la menopausa. 

Può presentarsi come disturbo isolato, relativamente innocuo per il diretto interessato, anche se abbastanza fastidioso per chi dorme nelle vicinanze. Oppure come patologia più seria, che si instaura quando tra un russamento e l’altro si hanno pause di almeno 10 secondi, indicative della presenza di una sindrome delle apnee ostruttive in sonno (OSAS)

Le apnee ostruttive (OSA, Obstrucive Sleep Apnea) sono caratterizzate dalla temporanea occlusione, totale o parziale, delle alte vie aeree (le strutture poste dietro la cavità nasale e orale, che permettono il passaggio dell’aria fino ai bronchi e ai polmoni), con conseguente riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue.

I fattori predisponenti

I fattori che aumentano la probabilità di soffrire di russamento e/o OSAS (Obstrucive Sleep Apnea Syndrome) comprendono: 

  • condizioni di sovrappeso/obesità, che comportano un aumento del grasso presente anche nella zona del collo, facilitando la chiusura delle alte vie aeree durante la notte (specie se si dorme supini);
  • presenza di tonsille e/o adenoidi di grandi dimensioni;
  • alcune specifiche conformazioni anatomiche, come il collo tozzo e corto o la retrognazia (arretramento significativo della mandibola rispetto alla posizione fisiologica della maggioranza delle persone);
  • sesso maschile;
  • assunzione di alcol e farmaci sedativi/ipnoinduttori, che riducono il tono muscolare.

I sintomi chiave

Russamento e apnee ostruttive del sonno possono associarsi a sintomi sia durante la notte sia durante il giorno. I più comuni sono i seguenti.

Sintomi notturni

  • Russamento
  • Pause respiratorie
  • Sonno frammentato da frequenti risvegli
  • Gasping (risvegli con sensazione di soffocamento)
  • Nicturia (esigenza di urinare nel corso della notte)
  • Xerostomia (bocca secca al risveglio)
  • Sudorazione notturna

Sintomi diurni

  • Stanchezza al risveglio
  • Eccessiva sonnolenza diurna
  • Cefalea al mattino
  • Scarsa concentrazione
  • Deficit di memoria
  • Disturbi dell’umore

Implicazioni delle OSA per la salute

Russamento e OSA impediscono di riposare bene ed è dimostrato che un sonno disturbato incide negativamente sul benessere psicofisico a molti livelli. Inoltre, è stato verificato che le OSA persistenti per periodi prolungati possono determinare una serie di problematiche cardiovascolari, metaboliche e a carico del sistema nervoso centrale (SNC). 

Ciò dipende dal fatto che, durante la notte, gli eventi respiratori tipici delle OSA provocano un aumento dell’attività del sistema nervoso simpatico (la parte del sistema nervoso che controlla le funzioni autonome dell’organismo), che può determinare l’insorgenza di:

  • ipertensione arteriosa;
  • maggiore variabilità della frequenza cardiaca;
  • aritmie cardiache (in particolare, fibrillazione atriale);
  • insufficienza cardiaca;
  • insulinoresistenza e diabete mellito. 

Tutte queste condizioni si associano a un aumentato rischio cardiovascolare, esponendo a una maggiore probabilità di sviluppare malattie arteriose croniche (coronaropatia, arteriosclerosi ecc.) e di andare incontro a eventi acuti, come infarto miocardico e ictus cerebrale

Spesso, inoltre, gli uomini affetti da OSAS lamentano disfunzione erettile. In questo caso, il disturbo sessuale è legato ai numerosi risvegli notturni, che possono causare una diminuzione dei livelli di testosterone nel sangue. 

Le apnee ostruttive del sonno possono anche associarsi a un più intenso declino cognitivo nel corso dell’invecchiamento rispetto a chi non ne soffre. 

Come arrivare alla diagnosi di OSAS

Sulla base dei sintomi lamentati dal paziente (e delle eventuali criticità segnalate dal partner), il medico di famiglia o lo specialista di Medicina del sonno possono sospettare la presenza di una patologia respiratoria in sonno, che deve essere confermata da esami strumentali. 

Per arrivare alla diagnosi di OSAS e stabilirne la gravità, è utile la polisonnografia: un esame strumentale, effettuato mentre il paziente dorme, che rileva numerosi parametri fisiologici, come la respirazione, la frequenza cardiaca, i movimenti del corpo e la percentuale di ossigeno nel sangue (saturazione), fornendo indicazioni sulla qualità del riposo. 

La polisonnografia è un esame mininvasivo e indolore, che prevede l’applicazione, in punti ben precisi della cute del paziente, di elettrodi e sensori che consentono di registrare i parametri respiratori e cardiaci di interesse. L’applicazione è eseguita in ospedale, mentre la fase di registrazione avviene al domicilio del paziente, durante il normale sonno notturno. 

Una volta ottenuto l’esito dell’esame polisonnografico, è opportuno rivolgersi a uno specialista di disturbi del sonno, che può essere un neurologo, uno pneumologo, un otorinolaringoiatra o un odontoiatra. 

I rimedi disponibili

Le prime azioni utili contro russamento e OSAS comprendono il calo ponderale (se, come spesso accade, è presente sovrappeso) e l’adozione di un corretto stile di vita, basato su alimentazione sana, attività fisica regolare, abbandono del fumo e consumo moderato (o nullo) di alcolici.

Oltre a questi interventi di base, esistono terapie specifiche per i disturbi respiratori del sonno. In particolare, si tratta di: 

  • ventilazione notturna a pressione positiva (CPAP), che rappresenta il gold standard del trattamento della OSAS, specie in forma grave;
  • chirurgia otorinolaringoiatrica o maxillo-facciale, per correggere gli eventuali difetti anatomici;
  • dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD): apparecchio orale semplice e removibile, indicato nei pazienti con OSAS lieve-moderata o come seconda scelta terapeutica nelle forme gravi, in caso di mancata aderenza alla CPAP.