Odontoiatra e gestione pazienti oncologici

Più del 75% dei pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo e quasi il 40% dei pazienti che ricevono chemioterapia, sviluppa complicanze al cavo orale.

Odontoiatra e gestione pazienti oncologici

Il numero dei pazienti affetti da neoplasie maligne aumenta ogni anno. Ciò in parte è legato all’invecchiamento della popolazione, in parte all’impiego di tecniche diagnostiche sempre più sofisticate e in parte ad un aumento della sopravvivenza di questi pazienti grazie al miglioramento delle tecniche terapeutiche. La prima conseguenza per la professione odontoiatrica è rappresentata dalla possibilità, sempre più frequente, di dover trattare soggetti sottoposti a terapie polivalenti o soggetti che hanno ricevuto un trapianto o che sono in terapia con farmaci anticancro. La seconda conseguenza è data dalla necessaria competenza che l’odontoiatra deve possedere in campo “medico”, per essere in grado di rispondere in modo adeguato a queste nuove richieste.

Attualmente il trattamento della maggior parte delle neoplasie maligne si basa sulla chirurgia, quasi sempre associata alla radioterapia e/o alla chemioterapia. La scelta della terapia dipende dal tipo di tumore, dal suo stadio evolutivo e dalla sua localizzazione. Tutte queste terapie oncologiche oltre ad agire sulle cellule neoplastiche, sono attive anche nei confronti delle cellule e dei tessuti sani e sono quindi associate allo sviluppo di numerose complicanze locali e sistemiche. La cavità orale è uno dei distretti maggiormente colpiti da tali complicanze; infatti la quasi totalità dei pazienti trattati per tumori della testa e del collo, più del 75% dei pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo e quasi il 40% dei pazienti che ricevono chemioterapia, sviluppa complicanze al cavo orale. Il rischio di sviluppare complicanze al cavo orale dipende principalmente dal regime terapeutico: i pazienti sottoposti a basse dosi di terapie mielosoppressive sono a basso rischio; quelli che ricevono singoli agenti o i pazienti non ospedalizzati sono a rischio moderato; mentre i pazienti sottoposti ad elevate dosi di chemioterapia, spesso associate a lunghi periodi di mielosoppressione, e i pazienti sottoposti ad irradiazione della testa e del collo per carcinomi orali e faringei hanno il più alto rischio di sviluppare complicanze orali.

Considerando la storia clinica del paziente affetto da una neoplasia maligna e che deve ricevere radioterapia e/o chemioterapia possiamo individuare tre momenti:

  • prima della terapia: questo periodo è compreso tra il momento della diagnosi e il ricovero in ospedale per iniziare la chemioterapia e/o per ricevere la radioterapia. Se le condizioni sistemiche lo consentono, questo è il periodo ottimale per istituire un protocollo di igiene orale domiciliare e per mettere in atto tutte le procedure odontoiatriche mirate a prevenire l’insorgenza di eventuali complicanze orali e sistemiche.
  • durante la terapia: questo periodo inizia con la prima dose della chemioterapia e/o radioterapia, ha una durata variabile, ed è caratterizzato dalla mielosoppressione e immunosoppressione indotte da queste terapie. Durante questo periodo è di fondamentale importanza mantenere un’igiene orale ottimale.
  • dopo la terapia: questo periodo, che segue la sospensione delle terapie, comprende il follow-up del paziente e dovrebbe prolungarsi per tutta la vita. In questa fase il paziente deve essere strettamente monitorato, soprattutto durante il primo anno, al fine di individuare precocemente l’insorgenza di complicanze a breve e/o lungo termine associate alle terapie precedentemente effettuate.