L’odontoiatra ha il dovere di eseguire un accurato esame del cavo orale e di informare il paziente sull’utilità di mantenere un buon livello di igiene orale durante e dopo il trattamento antineoplastico; la visita odontoiatrica deve essere eseguita almeno 2 mesi prima dell’inizio di tale trattamento per consentire la programmazione di eventuali interventi.
Tale visita odontoiatrica si propone come obiettivi:
- ottenere dati clinici pre-terapia, da confrontare con quelli delle visite successive;
- identificare i fattori di rischio per lo sviluppo di complicanze orali;
- mettere in atto misure preventive per ridurre eventuali complicanze durante e dopo la terapia;
- motivare il paziente ad eseguire una scrupolosa igiene orale.
L’esame obiettivo (valutazione degli elementi dentari e delle mucose orali) e radiografico (ortopantomografia) della cavità orale devono essere completati dalla valutazione del flusso salivare basale (valore normale 0.25-0.35 ml/min) e stimolato (valore normale 1-3 ml/min).
Il piano di trattamento, da completarsi almeno 15 giorni prima dell’inizio della terapia, deve prevedere la riduzione della carica batterica intraorale, l’eliminazione dei foci infettivi e il riadattamento di eventuali protesi rimovibili incongrue mediante:
- istruzioni di igiene orale domiciliare;
- sedute di igiene orale professionale: ablazione del tartaro con ultrasuoni e levigatura radicolare con strumenti a mano nei pazienti affetti da parodontopatia;
- otturazione degli elementi dentari con carie dello smalto e della dentina;
- estrazione degli elementi dentari molto compromessi dal punto di vista parodontale, affetti da carie destruenti con interessamento e necrosi pulpare o con lesioni periapicali sintomatiche. La guarigione della ferita deve avvenire per prima intenzione applicando una sutura a punti staccati;
- estrazione dei terzi molari (denti del giudizio) qualora siano compromessi o in parziale inclusione mucosa con fenomeni di pericoronite ricorrenti;
- modificazione delle cuspidi di elementi dentari fratturati o di porzioni di manufatti protesici traumatizzanti le mucose;
- riadattamento di protesi rimovibili eccessivamente basculanti, incongrue e traumatizzanti; il paziente dovrebbe inoltre essere invitato a limitarne l’impiego;
- rimozione degli apparecchi ortodontici fissi da parte dell’ortodontista per facilitare il mantenimento di un’adeguata igiene orale durante la terapia e per ridurre il trauma dei componenti metallici sulle mucose;
L’odontoiatra nella preparazione del piano di trattamento oltre ad avere ben presente cosa è indicato fare, deve anche sapere cosa è controindicato.
In particolare, non rientrano negli obiettivi della preparazione odontoiatrica pre-terapia:
- i trattamenti endodontici. L’avulsione degli elementi dentari cariati con interessamento pulpare o affetti da lesioni periapicali è da preferire al trattamento (o al ritrattamento) endodontico. Infatti, il successo della terapia endodontica è difficilmente apprezzabile a breve termine e ad essa possono associarsi complicanze di tipo infettivo. Pertanto, è prudente considerare come intervento di prima scelta quello chirurgico e riservare il trattamento endodontico a casi d’eccezione. Il trattamento endodontico degli elementi dentari può richiedere, inoltre, tempi d’esecuzione superiori rispetto alle procedure estrattive e spesso i tempi di programmazione della terapia non consentono di considerarlo tra le strategie terapeutiche disponibili;
- i trattamenti di chirurgia parodontale per la levigatura radicolare a cielo aperto in pazienti parodontopatici. Questi sono da riservare ai pazienti più motivati e collaboranti e, soprattutto, ai casi in cui i tempi di programmazione consentano un periodo sufficientemente lungo per la guarigione dei tessuti;
- l’estrazione degli elementi dentari in totale inclusione ossea e asintomatici. L’estrazione è eventualmente da rimandare alla fase post-terapia;
- i trattamenti di riabilitazione protesica per la sostituzione di elementi dentari estratti;
- i trattamenti ortodontici.